L’endometriosi ¨¨ una patologia infiammatoria cronica benigna caratterizzata dalla presenza anomala di tessuto endometriale, che riveste la cavit¨¤ uterina, al di fuori dell’utero: ovaie, tube, vescica, vagina, peritoneo e intestino.
In Italia sono circa
3 milioni le donne con diagnosi conclamata di endometriosi di cui circa il 10-15% in et¨¤ fertile, con picchi di incidenza tra i 25 e i 35 anni (dati ONU).
Nel 20-25% dei casi l’endometriosi ¨¨ asintomatica; pi¨´ frequentemente, tuttavia, si manifesta con sintomi severi e invalidanti:
dismenorrea, dolore durante rapporti sessuali (dispareunia),
cistite e candida ricorrenti,
¾±²Ô´Ú±ð°ù³Ù¾±±ô¾±³Ù¨¤, stanchezza cronica, allergie (lattice, polvere) e intolleranze (istamina e sorbitolo).
Le
terapie per l’endometriosi sono
ormonali e si differenziano in base a diverse variabili: et¨¤ della paziente, insorgenza e stadio della malattia, sintomatologia, quadro clinico complessivo, localizzazione e numero delle lesioni. Per questo motivo,
l’approccio terapeutico deve essere personalizzato.
Per la gestione a lungo termine dei sintomi pu¨° essere prescritta la
pillola estroprogestinica in modo continuo; in alternativa, si utilizzano
progestinici indicati per contrastare l’azione proliferativa degli estrogeni. Nei casi pi¨´ complessi pu¨° essere necessario l’intervento chirurgico per la rimozione dei tessuti endometriosici, mentre, in presenza di ¾±²Ô´Ú±ð°ù³Ù¾±±ô¾±³Ù¨¤, pu¨° essere indicato il ricorso alla procreazione medicalmente assistita (PMA).
“L’alimentazione pu¨° supportare il percorso terapeutico - ci spiega
la Dottoressa Paola Genovese Specialista in Scienza dell’Alimentazione presso
Villa Serena di Genova - struttura ospedaliera privata polispecialistica di ºÚÁÏÍøamp; Research - poich¨¦
favorisce il riequilibrio dei processi metabolici e la possibile attenuazione della sintomatologia, ma deve essere personalizzata in base alle caratteristiche ed esigenze individuali della paziente.”
Perch¨¦ si parla di dieta antinfiammatoria
“L'endometriosi ¨¨ una patologia infiammatoria; pertanto,
la dieta deve essere basata sull’assunzione di alimenti con propriet¨¤ antinfiammatorie - approfondisce sempre
la Dottoressa Paola Genovese - e di supporto ai meccanismi fisiologici di detossificazione sistemica, limitando il consumo di alimenti con effetti pro-infiammatori.”
La
Fondazione Italiana Endometriosi ha elaborato
specifiche linee guida per aiutare le pazienti nell’orientamento alimentare, facilitando l’individuazione degli
alimenti potenzialmente utili nel ridurre l’infiammazione cronica e di conseguenza ridurre la circolazione di estrogeni e prostaglandine nel sangue, con conseguente riduzione del loro effetto su tessuti estrogeni dipendenti. Nelle donne con endometriosi, inoltre, si riscontrano spesso maggior stress ossidativo ed elevati livelli di radicali liberi; per questo ¨¨ consigliato
incrementare il consumo di verdura e frutta fresca di stagione che aumentano l’apporto di fibre contribuendo a migliorare la funzionalit¨¤ intestinale e di conseguenza a limitare l’infiammazione e a favorire l’eliminazione degli estrogeni in eccesso.
Quali sono i cibi che aiutano a ridurre l’infiammazione
? consigliata un’alimentazione
bilanciata,
varia e personalizzata, con un’
adeguata idratazione e un consumo preferenziale di alimenti ad azione antinfiammatoria.
“
La qualit¨¤ dei grassi ¨¨ fondamentale: evitare i grassi trans e
favorire un maggiore apporto di acidi grassi OMEGA-3 - presenti in
semi oleosi (esempio girasole, lino, zucca, chia), frutta secca oleosa (es noci, nocciole, mandorle ect), pesce azzurro (sgombro, salmone ect).
Come gi¨¤ accennato in precedenza anche l’aumentato dell’apporto di fibre ¨¨ importante per migliorare il transito intestinale e ridurre di conseguenza l’infiammazione. Questo aumentando l’apporto di cereali integrali, verdure (soprattutto di stagione), legumi (piselli, fagioli, ceci, lenticchie ect), frutta fresca di stagione, oltre ai semi oleosi.
Si raccomanda una dieta a basso carico glicemico e insulinemico, privilegiando carboidrati complessi: come ad esempio pasta di grano duro, riso, miglio, patate, fiocchi d’avena limitando cos¨¬ gli zuccheri semplici che potrebbero sviluppare picchi insulinemici che a sua volta potrebbero favorire l’infiammazione.
Va sottolineato l’importanza di evitare prodotti industriali, alimenti ad alto contenuto di
grassi saturi (esempio carni rosse, salumi, burro, strutto, formaggi grassi, fritti), alcolici, caffeina - chiarisce la Dottoressa Genovese.
Relativamente all’apporto proteico ¨¨ preferibile evitare carni provenienti da allevamenti intensivi e prodotti processati
privilegiando carni da allevamento al pascolo, ricche di omega-3, sempre accompagnate da verdura fresca di stagione, ma anche
pesce fresco di piccola taglia, uova biologiche da allevamento all’aperto e legumi, preferibilmente passati.
Latte e derivati vanno ridotti, in quanto possono favorire l’infiammazione.
Anche
gli integratori possono aiutare a gestire i sintomi dell’endometriosi, ma
vanno sempre assunti seguendo le indicazioni di uno specialista, evitando il fai da te.
Tra i pi¨´ utilizzati:
- agnocasto, regola progesterone, evitare con terapia ormonale o contraccettivi;
- rubus idaeus (lampone rosso), azione astringente e antispastica, supporta equilibrio ormonale;
- zinco e Rame, normalizzano le funzioni endocrine,
- magnesio (agisce come rilassante naturale della muscolatura e antinfiammatorio);
- vitamina D (agente antiproliferativo nell’endometriosi);
- vitamina C, E, ACIDO ALFA-LIPOICO e RESVERATROLO (potenti antiossidanti);
- quercetina (flavonoide contro la proliferazione del tessuto endometriale);
- picnogenolo (estratto dal pino marittimo francese, potente antiossidante, riduce il dolore).
Quali effetti benefici derivano dalla dieta
Una dieta antinfiammatoria, correttamente impostata,
pu¨° favorire la riduzione degli estrogeni in eccesso, coinvolti nella progressione della patologia e contribuire a un miglior controllo dei sintomi:
- riduzione del dolore pelvico e della frequenza degli episodi dolorosi;
- diminuzione del gonfiore addominale e miglioramento del processo digestivo;
- riduzione dello stato infiammatorio sistemico;
- diminuzione dei livelli di estrogeni a livello locale;
- bilanciamento ormonale;
- riduzione delle tossine derivate da additivi chimici, pesticidi e antibiotici usati per produrre alimenti di origine animale e vegetale;
- riduzione della stanchezza cronica.
Endometriosi e obesit¨¤: l’aumento di peso incide sulla patologia?
Il peso corporeo pu¨° incidere sia sulla gestione clinica sia sulla gravit¨¤ dell’endometriosi. L’obesit¨¤, infatti, ¨¨ associata a
uno stato di infiammazione cronica di basso grado: l’eccesso di tessuto adiposo aumenta la produzione di citochine pro-infiammatorie, contribuendo ad aggravare i sintomi e a favorire la progressione delle lesioni endometriosiche. Inoltre, il tessuto adiposo produce estrogeni e, considerando che l’endometriosi ¨¨ una malattia estrogeno-dipendente, livelli
elevati di questi ormoni possono favorire l’evoluzione della patologia. Infine, sebbene l’endometriosi possa insorgere indipendentemente dal peso corporeo,
un incremento dell’indice di massa corporea (BMI) ¨¨ stato associato a forme pi¨´ severe della malattia e a un aumento della sintomatologia dolorosa pelvica, in particolare della dismenorrea.
Un’alimentazione antinfiammatoria, associata a una regolare attivit¨¤ fisica, favorisce il rilascio di endorfine con funzione analgesica naturale, contribuendo alla riduzione del dolore pelvico cronico.
La deposizione di calcio a livello osseo, invece, ¨¨ associata a una diminuzione dei livelli circolanti di estrogeni.